Fred Vasseur si difende e difende Hamilton. Lo fa parlando con Jacopo Orsi sulla Stampa, il giornale di famiglia, che ha inaugurato l’altro giorno la nuova veste grafica. Lo fa rispondendo a modo suo.

Quando l’intervistatore ha domandato “Hamilton fatica a dare il meglio. Cosa gli manca?
Lui ha risposto alla solita maniera, girando un po’ attorno al problema: “Dettagli. Parliamo di centesimi,
che in questa F1 così equilibrata possono fare la differenza tra una prima e una terza fila, tra un weekend buono e uno meno buono. Ma restano dettagli: comprensione della vettura, set-up, comunicazione.
È normale quando si cambia squadra”.
Alla domanda “come si salva il soldato Lewis?” ha risposto così:
“Si tratta di continuare a lavorare e a spingere insieme, onestamente la collaborazione è buona.Si imparadi più daimomenti difficili, dai quali torniamo più forti. In Spagna le due monoposto hanno avuto un problema nell’ultimo stint, la prestazione di Lewis ne ha risentito. Ripensando a Monaco, la sua seconda fila ci avrebbe permesso un’altra strategia, poi è arrivata la penalità”.
“La prima domanda da farsi è dove si può migliorare e cosa Lewissi aspetta intermini di informazioni.
I team radio non mi spaventano, certe reazioni ci stanno quando si va a 300 all’ora tra i muretti, l’importante è che prima e dopo il dialogo sia costruttivo. Vi assicuro che non c’ènessuna guerra”.
Insomma non esiste un Caso Hamilton. Sono solo dettagli. Boh… Non mi pare esattamente così. Dopo 9 gare siamo ancora alla giustificazine del cambio di squadra… Ma allora non si poteva lavorare meglio in inverno sulle comunicazioni e l’affitamento Hamilton-Adami? Qualcosa non ha funzionato.
Quando poi Vasseur deve rispondere alla domanda “Quando tornerete al vertice?” viene il bello:
“A piccoli passi vogliamo continuare a colmare il gap dalle McLaren, non so se vinceremo
in uno, due, tre mesi. Non posso fare promesse ai tifosi se non che daremo il 200%
spingendo come matti, anche se gli altri non dormono. Ma l’approccio è buono”.
Vasseur non ci spiega perchè dopo aver raggiunto la McLaren l’anno scorso, il team di Stella è volato via e la Ferrari invece di risolvere i problemi in qualifica li ha moltiplicati. Almeno questa volta non ha dato la colpa a Cardile come fece a Imola…




“il giornale di famiglia”… brutto detto da un giornalista che ha lavorato così tanti anni in Gazzetta, giornale che fino a poco tempo fa è stato uno dei “giornali di famiglia”…
Beh che c’entra? La stampa e repubblica sono i giornali della famiglia oggi. Cronaca